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Ricordo ancora il morso...

Quel maledetto morso che mi tormenta ogni giorno.

La causa del mio totale isolamento dal mondo.

Non so nemmeno perché l'ho dato.

Eppure sono l'unico fra i miei "amici" che riesce a mantenere il controllo. Così dicono.

Quella sera mi stavo divertendo tantissimo. Tutti i bambini ridevano attorno a me, molti mi imitavano indossando cappellini da pirata e bende sugli occhi. Persino Freddy rideva.

Per presentare gli spettacoli incentrati sui pirati mi mettevano su un palchetto a parte. Era rotondo, decorato ai bordi da strisce rosa a puntini bianchi, a cui erano appesi dei palloncini.

Dentro di me però sentivo continuamente una voce. Una voce pesante e dura che certe volte usciva persino dalle mie labbra. Ero spaventato da quello che dicevo, e dopo un po' anche Freddie iniziò a guardarmi con aria sospetta. I bambini sembravano non sentire cosa dicevo, così mi tranquillizzai e continuai a giocare con loro. Col passare della sera iniziai a sentirmi male. Avevo una strana voglia...di uccidere. Quando pensai a questo mi spaventai ancora di più, e man mano del tempo che passava nella mia mente iniziarono a comparire strane immagini. Erano ricordi lontani...non riuscivo a distinguerli.

Poi capii finalmente di cosa si trattava.

Erano i ricordi...

...

della mia morte.

Quelle immagini di grida e di sangue iniziarono a comparire nella mia mente come fossero una pellicola. Forse avevo dimenticato tutto per così tanto tempo che quei ricordi sono tornati a galla così d'improvviso. E così pensando a quell'orribile passato iniziai ad arrabbiami per quello che era successo, pensando che in quel momento sarei potuto essere io lì a divertirmi, e non io a fare divertire gli altri come un fenomeno da baraccone.

I bambini continuavano a divertirsi, mentre io nascondevo la mia rabbia che dentro di me iniziava a perdere il controllo. Perché in quel momento così bello mi sono fatto prendere da una rabbia così potente. Ancora oggi non riesco a spiegarmelo.

Mi ricordo che vidi una bambina che mi indicava continuamente e che rideva di me. Inizialmente pensavo si stesse divertendo, e infatti era così. Dopo un po' si avvicinò al palco, nonostante i rimproveri della mamma, e iniziò a darmi fastidio, il che era molto strano perché ero abituato ai colpi dei bambini. Mi tirava le orecchie e la coda dandomi sempre più fastidio, e dicendo cose che mi fecero arrabbiare ancora di più:

-Mamma guarda! Foxy è strano! Ha l'uncino al posto della mano! E' brutto! Mi fa paura!-

Tutte quelle parole mi davano così fastidio che certe volte dovetti allontanarla col muso, ma lei si riavvicinava sempre attaccandosi alla mia coda. Così, all'ennesimo insulto, senza neanche volerlo crollai:

-Mamma guarda la sua bocca! Lo fa sembrare un'idiota! Ahahah!-

Non so perché l'ho fatto...

Ricordo solo, tanto sangue dopo le parole della bimba. Solo tanto sangue.

E tante urla.

Ripensando a tutto ciò che era successo quella maledetta sera guardo la mia tendina viola a stelle, l'unica immagine che ormai riesco a vedere. Così cerco di muovermi, ma sento che gran parte del mio scheletro metallico è danneggiato e scricchiola fastidiosamente a ogni minimo movimento. Mi tocco il petto...non c'è più nemmeno quello, e nel tentativo di sentire la mia pelliccia riesco solo ad afferrare una parte del mio scheletro metallico facendo sentire alla mia zampa una sensazione fredda e oscena. Tanto che inizio a rabbrividire, pensando solo al mio petto completamente scoperto. Cerci di non toccarlo e più e mi avvicino pian piano alla tenda...

-E se provassi a sbirciare fuori?- Penso fra me e me - Voglio solo vedere cosa succede-

Così provo ad aprire poco poco la tendina con il mio uncino, e metto fuori il muso. Appena metto il naso fuori posso respirare la vecchia aria della pizzeria, vera aria pura, e emetto un gran sospiro di sollievo. Mi ricorda quando facevo il pirata.

Ma quello che vedo mi rende tanto triste.

Poco distante dalla mia tenda c'è un gruppo di bambini che si divertono a giocare con una volpe bianca, simile a me. Non l'avevo mai vista... forse è nuova. E vedendo tutti quei bimbi giocare con lei capisco già cosa sia successo.

Mi hanno sostituito.

Ho perso tutti i miei bambini, quei bambini che amavo con tutto il cuore, che vedevo così spesso, tanto che la loro presenza e le loro risate per me erano diventate una parte di vita fondamentale. E ora che vedo, gli stessi, miei amati bambini che giocano con un'altra volpe...ora sono solo.

Non volevo dare quel morso...

.... non volevo che quella sera andasse così...

... io, quella sera...

... volevo solo giocare.

Avrei voluto solo giocare...

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