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"Ecco ne ho uccisa un'altra" disse Laughing Jack, era in piedi davanti al corpo senza vita della sua ennesima vittima, stavolta era una bambina di 7 anni, aveva i capelli biondi e gli occhi verde-grigio, ormai privi della minima traccia di vita. L'aveva uccisa nel classico modo. L'aveva tormentata con la solita musichetta (Pop! Goes the Wasel!); spaventata a morte con apparizioni e altro, e l'aveva uccisa, sbudellata e aveva sostituito gli organi con caramelle. "Da quanto va avanti questa storia?" Si disse fra se "insomma, quante vittime ho ucciso alla stessa maniera? 900? 1.000? Sono diventato un mostro, uno dei più temuti e brutali mostri. E tutto questo è iniziato da quel giorno, quel giorno maledetto in cui mia madre mi portò in quel circo. Mi abbandonò li, nelle fottute grinfie di quel clown, e mi fece squarciare e torturare. Ma ora basta, sono stufo! Voglio la vera e propria vendetta!". Dicendo ciò, Jack si allontanò dal corpo senza vita della bambina, dirigendosi verso la casa dei suoi genitori. Prima di entrare in azione, Jack decise di spiare dalla finestra, e vide un bambino in salotto a giocare con le costruzioni: suo fratello! Avrebbe dovuto avere all'incirca 6 anni; "L'età in cui mia madre mi fece tirare le cuoia!", disse. Neanche il tempo di finire la frase che sua madre entrò in salotto. Jack strinse i pugni, digrignò i denti e aggrottò le sopracciglia in un espressione di rabbia. Vide sua madre dare un bacio al fratello e porgergli un regalo. il bimbo la ringraziò innocentemente, e, aprendolo, scoprì allegramente che si trattava di un orsacchiotto di peluche: lo stesso regalo che Jack aveva chiesto alla madre, e invece, venne abbandonato e ucciso! A quel punto Jack non ce la faceva più a osservare, quindi suonò il campanello e la madre aprì. Jack si presentò col solito gesto teatrale del braccio e disse: "Buongiorno signora! Il mio nome è Laughing Jack, sono il clown preferito dai bambini! Faccio parte di un nuovo servizio porta a porta gratuito, per le feste di compleanno dei bimbi". "Ma oggi non è il compleanno di mio figlio.", rispose la donna, "Va bene, piacere di averla conosciuta!" e porse una mano in segno di saluto, la donna la strinse. Improvvisamente si fece tutto in bianco e nero, le persone erano scomparse, e cominciò una musichetta stonata in sottofondo. La donna guardò il pagliaccio e dopodiché svenne.

Dopo mezz'ora, la donna si risvegliò, era in un circo vuoto, ed era nella zona centrale dove si esibiscono gli artisti, aveva mani e piedi legati. Con uno sforzo si alzò e un riflettore le proiettò la luce in faccia. La donna, osservando bene, notò che non c'era nessuno a comandarlo. Poi, un presentatore iniziò a parlare dicendo: "Benvenuti, signore e signori di tutte le età, al nostro straordinario circo! Stasera ammireremo la straordinaria Margotte Rogers effettuare il suo miglior numero!". Una miriade di urli e applausi si levò per tutto il circo. La donna ormai traumatizzata e con le lacrime agli occhi si chiedeva da dove sbucassero fuori quelle voci dato che il circo era vuoto, ma non ebbe nemmeno il tempo di pensare che una figura cominciò a massaggiarle le spalle, dicendo: "Perché non fai il tuo numero? Guarda che il pubblico freme dalla curiosità!". La donna non avendo la forza di voltarsi, parlò voltata in avanti: "Chi cazzo sei? Dove sono? Che posto è questo?", "E' il posto dove l'hai abbandonato", "Di chi stai parlando?", "Di tuo figlio Jack", "Chi?!". Dopo questo, la creatura rafforzò la presa sulle spalle della donna, passando da un piacevole massaggio, ad un'agonia; la donna urlò, ma il "massaggiatore" continuò a stringere, fino a perforarle le spalle. La donna svenne dal dolore.

Dopo circa 2 ore, Margotte si risvegliò, era dentro una cantina buia, dove non si vedeva nulla. Non aveva avuto neanche il tempo di riprendersi, che un uomo le si avvicinò, cominciò a massacrarla e a seviziarla. Lasciò la donna sospesa tra la vita e la morte e se ne andò, salendo delle scale e aprendo una vecchia porta di ferro. Margotte era li, stesa a terra incapace di muoversi. "Morirò in questo posto se non faccio qualcosa" si disse, quindi si alzò e, a tentoni, trovò l'interruttore e accese la luce. Le scappò un conato di vomito vedendo quello che le si presentò davanti: bambini e bambine erano stesi a terra morti, coi loro organi e pezzi della loro carne macellata. La donna ne notò uno, inchiodato ad una tavola ucciso in modo meno brutale degli altri, con solo un coltello conficcato al cuore, magari era stato ucciso da poco. La donna gli si avvicinò e disse: "J-Jack?" La donna iniziò a piangere "Oh Jack, quanto mi dispiace averti abbandonato, ma non desideravo un figlio, avevo solo 27 anni, e volevo godermi la vita, ma, a quanto pare, nessun male resta impunito: tuo padre stava impazzendo per trovarti, facendo telefonate alla polizia e collaborando con loro, me ne stavo sempre sola a casa con mio marito in giro per trovare a te.... volevo solo dirti che mi dispiace e che vorrei vederti a casa a giocare con tuo fratello Ron", diede un bacio alla guancia del bimbo, ma sentendo dei passi avvicinarsi, non perse tempo: salì le scale e aprì la porta. Davanti a lei c'era un lunghissimo corridoio fatto di tendoni da circo. Corse più in fretta possibile, ma il corridoio sembrava non finire mai, anzi quasi le sembrava di girare in torno, sentì un mancamento, e avendo un forte giramento di testa, si appoggiò ad una parete di tendone. "Cosa c'è mamma?" chiese una voce dietro di lei. "Sei troppo lenta a scappare dai fantasmi del tuo passato?". La donna alzò lo sguardo, e vide davanti a lei quel clown. Neanche il tempo di pensare, che Laughing Jack le ficcò un artiglio al petto perforandole il cuore, e lo rigirò rompendo tutti i legamenti, strappandolo via. La donna stramazzò a terra senza vita.

Il suo corpo fu trattato peggio degli altri: il clown le tolse gli organi e lo scheletro, cucendo i tagli e trasformandolo in un sacco, che fu riempito di caramelle. A casa, il piccolo Ron stava guardando la TV, quando suonarono alla porta. Il bimbo andò ad aprire, e si ritrovò davanti un enorme sacco di caramelle, con su attaccato un biglietto: "Da tuo fratello Jack, forse un giorno verrò a trovarti". Il bimbo tutto felice, ne prese una e la mangiò. "Buona! E' alla frutta!", esclamò e portò dentro il sacco.  

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