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Sono sempre stato un grande appassionato di Pokémon, in particolare dei videogiochi, pur non disdegnando l'anime (anche se, in sincerità, Ash mi stava alquanto antipatico). Nonostante fossi nato nel 1999, quasi all'alba del nuovo millennio e con il settore videoludico in continua evoluzione, la mia famiglia non era ricca, per cui potevo al massimo avere console di seconda mano.

La prima console che ebbi fu un Game Boy Advance, ereditato dal mio cugino più grande. Ci aveva giocato molto, per cui era molto rovinata. Nonostante non fosse messa granché bene, seppi tenerla in buone condizioni, nonostante ci avessi giocato per tutta la mia infanzia e per l'inizio dell'adolescenza. Poi la lasciai perdere per il Nintendo 3DS, e me ne dimenticai.

Recentemente però, riordinando il ripostiglio, ritrovai il mio vecchio Advance in una scatola, e mi stupì che funzionasse ancora. Il mio 3DS si era rotto da un po', per cui ne approfittai e ricominciai a giocare con l'Advance. Non avevo molti giochi per quella console, ma Pokémon Blu era quello con cui avevo passato buona parte della mia infanzia, e mi ci ero affezionato. Avevo anche Pokémon Rosso, e non facevo altro che iniziare, finire e iniziare di nuovo entrambi i giochi.

Ero un nerd, per cui sapevo che, oltre a Pokémon Rosso e Blu, in Giappone era stato rilasciato anche Pokémon Verde. Ero curiosissimo di comprarlo, primo perché era il mio sogno avere tutti e tre i giochi pokémon di prima generazione (Pokémon Rosso l'avevo ricevuto anche quello da mio cugino, mentre Pokémon Blu mi era stato regalato per i miei otto anni), secondo perché frequentavo l'istituto linguistico e prendevo lezioni di giapponese, e sapendo che Pokémon Verde era unicamente in giapponese ne avrei potuto approfittare per tenermi allenato durante le vacanze.

Iniziarono le vacanze, il mio primo anno alle superiori finì e mi appostai al computer per cercare qualche copia di Verde in vendita online. Fui molto fortunato, perché dopo un paio d'ore di ricerche ne trovai una copia. Costava 80 euro, e mi sembrava anche poco per un videogioco datato, quasi introvabile e fuori produzione da anni. Mia madre mi aveva fatto una carta di credito per il mio precedente compleanno, per cui inserì il codice della carta e premetti invio.

Il pacco arrivò un mese e mezzo dopo. Lo aprii, e dentro c'era Pokémon Verde. Il mio sogno si era realizzato, così adesso possedevo tutti i giochi della prima generazione. Cominciai subito a giocare. Sostanzialmente il gioco era uguale a Rosso e Blu. 

Tutto fu normale fin quando non arrivai a Lavandonia. Non me la ricordavo, almeno non la musica. Lì per lì non ci feci caso, ma mentre giocavo nel segmento della città cominciarono prima a pulsarmi le orecchie e poi a farmi male la testa. Pensai che fosse dovuto alle troppe ore di gioco, per cui spensi la console.

In seguito continuai a giocare, finché finii il gioco. Mi aveva divertito molto, anche se adesso non avevo proprio voglia di iniziarlo di nuovo. Non tornai più a Lavandonia.

Un pomeriggio che non avevo nulla da fare digitai Lavandonia sulla schermata iniziale di Google, e venni così a conoscenza della sindrome di Lavandonia. Pensai così che quei mal di testa fossero dovuti alla cosiddetta "sindrome".

"Cazzate" pensai "Le creepypasta sono tutte cazzate". Per curiosità però andai su Youtube e ascoltai la colonna sonora di Lavandonia. Quasi subito mi cominciarono a pulsare le orecchie, e dopo un po' mi venne il mal di testa.

Oggi sono un negazionista della sindrome, ma ogni volta che ascolto la musica di Lavandonia non posso fare a meno di avere il mal di testa.

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Racconto appartenente a Creepypasta Italia Wiki

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