FANDOM


Darren Buffalo era un ragazzo molto vivace e allegro. Era così giovane... Perché era? È MORTO! Ma andiamo per ordine... Sono David Rowley Buffalo, il padre di Darren. Il mio bambino è morto suicida, non poteva continuare a vivere con quel tormento, un tormento mortale. Voi che leggete questa storia non potete comprendere il dolore che mi consuma, le lacrime bagnano il mio viso, finendo nella tastiera. Mia moglie non mi vuole parlare più. Già il nostro rapporto era problematico, poi questa perdita lo rese più insostenibile, così tanto da far uscire solo una parola: Divorzio. Cominciò tutto tre giorni fa. Il giorno di lezione era appena terminato e mio figlio si fermò a parlare con i suoi amici, Michael George e Robert Dawnon. Discutevano sulle carte di Yu-Gi-Oh e parlavano del nuovo Mostro Numero 107 soffermandosi per ore. Poi, quando la scuola fu deserta, a parte i bidelli e qualche maestra, mio figlio decise di congedarsi con i suoi amici. Percorse a piedi la strada che portava alla Piazza Centrale, per poi percorrere una viuzza verso la destra per casa nostra. Mentre mio figlio percorreva la viuzza, un foglio di giornale gli volò in faccia, era di oggi. Qualcuno l'avrà lasciato cadere. Comunque c'era un articolo molto inquietante, già si capiva dalla testata che diceva:

"NESSUNA TRACCIA DEI 3 RAGAZZI SPAGNOLI SCOMPARSI NEI PRESSI DEL BOSCO, IL COMMISSARIO AFFERMA: "SONO SENZA PAROLE".

Quei ragazzi erano Martinez Senor, Marcos Hombres e Lucas Astana, anch'essi vittime della forza malefica che spinse al suicidio mio figlio, ma loro erano scomparsi, lui, invece, era stato vittima delle più crudeli atrocità che questa creatura aveva a disposizione.


Mio figlio non diede tanto peso alla faccenda e avanzò imperterrito per la viuzza. Arrivò alla fine della viuzza e sgranò gli occhi, c'era stato un incidente mortale. C'erano 2 macchine, una Fiat 500 e un Suv Nero. Oramai erano ridotte ad un rottame, i fanali erano completamente rotti e i vetri erano in frammenti. Le carrozzerie di entrambe le auto erano tutte ammaccate e il parabrezza della Fiat 500 era occupato da una grandissima macchia rossa. SANGUE.

Nel frattempo, un'ambulanza arrivò, scesero 2 soccorritori che si avviarono uno in una macchina e un altro nell'altra e tirarono fuori dalla macchina le vittime dell'incidente. L'autista del Suv era completamente sfigurato. Mio figlio trattenne i conati di vomito e a quel punto un soccorritore disse:

"Lui è morto sul colpo, l'altro com'è?" L'altro soccorritore, che nel frattempo aveva recuperato il secondo guidatore mortalmente ferito alla faccia e alla pancia disse:

"Respira! Andiamo!" A quel punto si accorsero di mio figlio e gli dissero:

"Va via! Non è un posto per bambini".

Lui ribatté dicendo: "Ma io devo andare a casa e quella è l'unica via che c'è."

"Dove abiti?"

"In Via Dei Nebrodi."

"Prendi la strada in mezzo al bosco e fai il giro."

Un brivido percorse il corpo di mio figlio, lì erano scomparsi i ragazzi spagnoli. Stava per protestare, ma, prima che potesse dire una parola, l'ambulanza s'era allontanata con i soccorritori. Non c'era altra scelta, svoltò a sinistra e dopo un chilometro si ritrovò nel bosco. Mentre camminava schiacciava rami e foglie secche. Intanto, s'alzò una nebbiolina e anche un po' di vento. "Grandioso, cazzo!" commentò mio figlio.

Guardò l'orologio, erano le 19:00 e commentò: "Ma bene! Ora farò anche tardi sentendomi la tiritera di mio padre, porca tr..." Un fruscio interruppe i suoi pensieri, si voltò. Non c'era niente, a quel punto pensò: "Grande, ora anche la natura mi prende per il culo." A quel punto un lieve ma pungente sussurro fluttuò nell'aria scandendo la frase: "Non puoi sfuggirmi, sarai mio per sempre!!!"

Di nuovo mio figlio si girò e gridò: "C'è qualcuno? Michael, Robert? Siete voi?". Un altro sussurro arrivò all'orecchio di mio figlio e diceva: "Voltati." Mio figlio era col cuore in gola e decise di scappare, arrivò un altro sussurro che diceva: "Scappa! Tanto ti prenderò e cenerò con le tue membra." Continuò imperterrito a correre, ma si prese un piede davanti all'altro e cadde, a quel punto si girò e lo vide: Il volto più pallido, la camicia più scura... era Slender Man che avanzava verso di lui a un ritmo di 2 secondi.

L'aveva sentito nominare a scuola da una supplente che faceva la Criptozoologa, aveva parlato anche di un certo The Rake, ma questa è un'altra storia. Mio figlio rimase a guardare il suo inesistente volto per almeno 10 secondi, quei 10 fatali secondi, e dalla schiena della sagoma alta spuntarono 4 tentacoli neri come la pece, che si allungarono verso Darren causandogli un effetto parzialmente ipnotico. Perché parzialmente? Perché prima che lo Slender Man lo strangolasse con i suoi tentacoli, lui prese una pietra e gliela tirò in faccia. La creatura all'impatto della pietra sul suo bianco volto gli fece ritrarre i tentacoli facendo svanire l'effetto ipnotico. Mio figlio colse quel momento per scappare. Lasciò cadere lo zaino, l'avrebbe rallentato, e corse più veloce che poteva. Mentre correva, una scritta si materializzò nella sua mente: "Con questa azione hai rallentato la tua morte, ma ricorda: la tua mente è MIA."

Quella scritta lo turbò molto di più. E questo spavento segnò lui per gli ultimi giorni in cui visse, comunque, dopo la scritta, mio figlio continuò a correre all'impazzata verso casa. La paura l'aveva consumato così tanto che in ogni persona che guardava, vedeva lo Slender Man, facendogli diminuire la sanità mentale. Per fortuna distinse me e mia moglie in quel momento. Entrò a casa piangendo e salì le scale arrivando in camera sua e chiudendosi dentro. Io neanche l'avevo visto entrare, ma sentivo singhiozzi molto forti provenire dalla sua camera. Mi guardai in faccia con mia moglie e decidemmo di andare in camera sua e lo trovammo a piangere. Aprii la porta e lui lanciò un grido di terrore, poi ci vide e ci chiamò singhiozzando.

Gli chiesi che aveva, non era il caso di chiedergli com'era entrato, visto come piangeva, e mi raccontò tutto confusamente. Avremmo dovuto credergli, ma lo rimproverammo dandogli del pazzo, ma lui aumentò i pianti e allora io gli dissi che ne avremmo parlato dopo cena, ma lui ribatté dicendo di non essere affamato e di voler rimanere solo. All'inizio fui contrario ma poi dovetti accontentarlo. Usciti dalla sua camera mia moglie diede la colpa a me dicendo che ero stato troppo paranoico con lui. Così nacque un altro litigio tra me e mia moglie. Ma lasciamo perdere questo. Mio figlio fu tanto calmo, piangeva solamente, fino a quando andammo a dormire, infatti lui gridò di terrore molte volte e ogni volta che andavamo in camera sua e gli chiedevamo cosa era successo lui gridava tra i singhiozzi:

"Slender Man! Slender Man!"

Quella fu una notte molto lunga e al mattino, io mi alzai per andare a lavoro. Scesi in cucina e trovai mio figlio che guardava la finestra, lo chiamai facendolo saltare dalla paura. Era orribile, aveva gli occhi arrossatissimi e il volto segnato dalle lacrime. Gli dissi: "Vuoi guardare un po' di TV?" lui annuì. Gli accesi la TV e gliela misi su Nickelodeon. Dopo 3 minuti gridò di terrore un'altra volta, andai da lui e gli dissi: "Che è successo?"

"Slender Man era nella TV."

"Ora basta! Chi è questo Slender Man?"

"IL MALE."

Quella risposta mi fece raggelare il sangue, intanto scese mia moglie e lui, alla sua vista, fuggì verso camera sua. Cercai di fermarlo, ma lui salì nelle scale e si rinchiuse in camera, stavolta a chiave. Cercammo tante volte di farlo ragionare e di farlo uscire, ma lui gridava: "Slender Man! Slender Man!" Restò li dentro fino a sera. Non aveva pranzato e andai a chiamarlo. Bussai, ma non rispondeva. Allora mi incazzai e cominciai a insultarlo. Nessuna risposta.

Impazzii di rabbia e presi il martello sul tavolino vicino, presi a martellate la porta e la sfondai. Ed ecco, trovai mio figlio disteso in un mare di sangue, smembrato e decapitato. C'era un coltellaccio da macellaio a terra. Era morto suicida. Persi il controllo e vomitai a terra. Intanto lacrime bagnavano il mio volto. Il mio unico figlio era morto. Mia moglie entrò e fece un lamento di esclamazione appena vide mio figlio morto e scoppiò in lacrime. Restammo lì un quarto d'ora, poi decidemmo di chiamare la Polizia. Loro dissero che sarebbero arrivati a momenti. Chiusi e mia moglie, gridando e piangendo, mi diede di nuovo la colpa e io le dissi, pieno di rabbia: "Stai zitta, puttana!" Causando un litigio che si trasformò in divorzio. Dopo un quarto d'ora arrivò la polizia. Ci fecero un sacco di domande e, dopo, vollero vedere la scena del crimine. Guidammo gli agenti fino in camera di mio figlio, ma quando entrammo il cadavere era sparito. I poliziotti ci rimproverarono e ci fecero una denuncia per falsa emergenza. Poi se ne andarono, non riuscivo a spiegarmi il fenomeno. Poi capii: Lo Slender Man se l'era portato via per cenare con le sue membra, come aveva detto a mio figlio nel bosco. Avrei dovuto credere a mio figlio... Slender Man aveva preso il controllo della sua mente, uccidendolo, ma ormai è troppo tardi. Sono solo e isolato, ma... guarda un po': a quell'agente è caduta la pistola e non se n'è accorto. UN MOMENTO. Voglio farla finita in questa vita terrena, voglio restare con mio figlio, solo con lui sarò felice e tranquillo per sempre. 

Proxy-slender-man

  ADDIO!




Racconto appartenente a Creepypasta Italia Wiki

Ad blocker interference detected!


Wikia is a free-to-use site that makes money from advertising. We have a modified experience for viewers using ad blockers

Wikia is not accessible if you’ve made further modifications. Remove the custom ad blocker rule(s) and the page will load as expected.

Inoltre su FANDOM

Wiki casuale