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Mi sono addormentato una notte e non mi sono più svegliato. “Chi sono? Stavo per chiederti la stessa cosa. Dove sono? Chi lo sa. Sono al sicuro? Chiedilo alla creatura che mi sta seguendo. Sono spaventato? Diavolo, sì. Cosa mi ricordo? Sangue e urla. Mi sveglierò mai? No.”


Questa sarà la mia ultima storia.


Ho visto la mia morte.


Adesso so cosa origina la creatura che mi sta seguendo come è conosciuta.


Le mie ricerche sono state inutili.


Il mio destino non può essere evitato adesso.


Adesso lo so, che la mia morte sarà…


lo Slender Man.


Era un normale giorno. Sono stato in piedi fino a tardi con la mia amica e ci siamo divertiti. Lei ed io eravamo migliori amici. Amavamo i brividi più di qualsiasi altra cosa. In ogni momento guardavamo un film horror, una storia dell’ orrore, oppure una leggenda metropolitana, cercavamo sempre questo genere di cose.


Lo Slender Man era un nuovo topic quel giorno. Ci aveva intrigati, per questo era ricorrente nelle nostre case. Eravamo solo bambini, il che ci giustificava di essere così ignoranti a proposito del vero Inferno. Imparammo che la creatura era alta, magra, indossava un completo con delle sottili strisce bianche, e perseguitava i bambini e le persone fino alla loro morte. Si diceva che lo Slender Man ti perseguiterà se lo sfidi o hai paura di lui. La paura, per lui, è come un'acqua di colonia che va perfettamente col suo esile completo.


Normalmente eravamo spaventati solo per un po’, finché qualcos'altro catturava la nostra attenzione. Ma questa paura costante rimaneva.


Io la amavo. Avrei dovuto dirglielo. Perché il momento in cui ho chiuso i miei occhi, nel letto con lei, mi sono addormentato, e non mi sono più svegliato. Oscurità nera come la pece. Come se tutti i miei sensi si fossero spenti. Sentivo la strana sensazione che qualcuno o qualcosa mi stesse guardando, osservando, pianificando la mia sorte. Sapevo che non avrei mai più rivisto la mia famiglia. Sapevo che non avrei mai più rivisto lei.


“Ah... Wha… Uaaah!”


Tutto si spense di nuovo. Prima di aprire gli occhi immaginai me stesso in una stanza illuminata, in un letto, con la mia migliore amica. Aprii i miei occhi in una deludente confusione, solo per ritrovare me stesso seduto ad una scrivania con un mucchio di fogli ed una matita. Sono sempre stato un abile artista, ed un mio modo per confortarmi era di disegnare la sua faccia. La sua dolce e bellissima faccia, una veduta che non avrei mai più rivisto. Misi giù la penna e scossi la testa


“Che diavolo è questo?”


Me lo sono chiesto e richiesto. Poi…


“Sono confuso su chi sono… chi sono?”


Mi sentivo disgustato dalle parole che avevo pronunciato. Ma era vero, non c’era niente. La mia mente era vuota. C’erano solo due cose che potevo ricordare. Sangue, urla e la faccia di quella ragazza. Ero così spaventato, era indescrivibile. Poi qualcosa penetrò nella mia mente.


“GAAAAH!!! Aaah! Ow… Ohhh!”


L'immagine di un uomo nello spazio, circondato dal sangue. Stava piangendo, lamentandosi per la sua famiglia, la sua famiglia morta. La sua intera, agonizzante, orribile storia è apparsa nella mia testa. La sua famiglia vinse alla lotteria, per festeggiare andarono nello spazio in vacanza. L'astronave ebbe un malfunzionamento ed esplose. Solo lui sopravvisse. Ma non a lungo, prima che si uccidesse.


La visione finì e una mano fredda scivolò sulla mia spalla. Mi paralizzai. Non potevo muovermi, non una sola cellula in me si stava muovendo. Dei tentacoli scivolarono sulla sedia, sulle mie gambe, e mi trafissero la testa. Vidi un bambino, con la sua bambola, la presenza della bambola era nauseabonda. Era come se Satana stesso fosse presente dentro la bambola demoniaca. Il bambino parlava da solo costantemente senza che io realizzassi che la bambola gli rispondeva. La bambola abbandonò il bambino. Lui pianse e pianse. Gridando per la bambola, il suono della sua voce rimase impresso nella mia memoria. Poi il pianto si fermò. Guardai verso il bambino solo per vedere un coltello conficcato nella sua gola. Svenni.


La cosa successiva che sapevo era che ero tornato nella piccola stanza.


“È abbastanza! Non ne posso più! Gente che soffre!!! Ed era sbagliato per me che mi piacessero gli horror!!! TI PREGO SMETTILA DI DARMI QUESTE DANNATE MEMORIE!!!”


I miei occhi iniziarono a sanguinare.


“Sono all'inferno? RISPONDETEMI!!! Oughh!”


Attraverso il sangue vidi bambini di tutto il mondo che venivano sondati e usati per esperimenti da strani esseri simili ad alieni. Usarono gli intestini dei bambini come tagliatelle e piegarono le loro gabbie toraciche.

Gli orologi dei bambini dicevano che era il 27 Settembre. Era troppo brutale da maneggiare. Poi il sangue oscurò completamente la mia vista.


Era costante, mi erano state date le visioni da una creatura che mi perseguitava finché non me ne dava un’altra. Posso mantenere la mia sanità mentale solo scrivendo queste storie sulla carta e disegnando le immagini che vedo.


“*sob* Ohhh... pe-p-perché? Waaaaaaaaa-haa-haaaa! *sob* Per q-quanto tempo l-lei? Waaaaahhh!”


La stanza finalmente si illuminò. E poi vidi la creatura che mi perseguitava da quelli che sembravano anni nel mondo isolato.


“Slen-Slender Man?”


Le sue lunghe dita coprirono la mia faccia e sentii un sussurro umano.


“Shhhhh… Il vero dolore non può essere trovato senza un po’ di divertimento… aspetta solo il tuo turno. La morte farà visita a te e a quella ragazza prima di quanto pensi.”

“Cosa? CAZZONE! Farai meglio a non porre le tue FOTTUTE SCIVOLOSE DITA SU DI LEI BRUTTO- wahh? UH! AH! Glack!... AHHH!!! Ohhhh!!! UAAAAAAAAAHHHHH!!!”


Racconto appartenente a Creepypasta Italia Forum

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