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Quando Jeff compì il massacro della sua famiglia credette di uccidere anche il fratello, Liu, che invece sopravvisse miracolosamente. Quando riprese conoscenza all'ospedale gli fu raccontato l'accaduto e poi fu affidato ad una zia che decise di tornare a vivere nel quartiere che avevano lasciato per trasferirsi in quella fottuta casa. Liu guarì in fretta e tutto ciò che rimase di quella tragica notte fu il sorriso che Jeff gli aveva inciso,sotto forma di una lunga e sconnessa cicatrice. Passarono 3 anni e poi Liu venne a sapere che Jeff era morto, ed era stato seppellito proprio nel cimitero dietro casa sua. Andò alla tomba di Jeff, per portarci dei fiori, sapendo che sarebbe stato l'unico a compiangerlo.


"Jeff non sono arrabbiato con te per quello che è successo. All'inizio lo ero ma riflettendoci su ho cercato di dare una motivazione al tuo gesto. Probabilmente avevi dei seri problemi mentali e nessuno ti ha aiutato e ciò che ti hanno fatto quei bastardi non ha fatto che peggiorare le cose..."



Detto questo se ne andò. Per la strada di casa incontrò un ragazzo che lo prendeva in giro da quando era tornato nel vecchio quartiere, Javier, che virando con lo skate gli si avvicinò e iniziò a schermirlo:


"È meglio che sia morto, scommetto che tu sei un pazzo assassino proprio come lui!"


"Io non sono un assassino, e non parlare così di Jeff davanti a me!"


"Ehi amico calmati."


Javier riprese la sua strada molto velocemente... negli occhi di Liu brillava una strana luce. Liu camminò trascinando i piedi, malinconico. All'improvviso la ragazza per cui lui aveva una cotta, Katherine, gli passò davanti. Lei era sempre accanto a Liu nei momenti di bisogno... lei c'era sempre... c'era...


"Ehi Liu mi dispiace per ciò che è successo a tuo fratello. È vero ha ucciso tante persone ma era malato... credo che tu sia molto triste..."


"Si Katherine, ho perso tutto e l'unica cosa che rimane della famiglia è mia zia, che con tutte le probabilità ha già un piede nella fossa per colpa della vecchiaia... Jeff era pur sempre mio fratello..."



Liu tornò a casa e vide qualcosa di strano. Sulla sua scrivania c'era un enorme scatolone. Sua zia si affacciò dalle scale:



È la roba di tuo fratello, un'agente di polizia ha scoperto dove abitava e ci ha spedito tutto.



Liu aprì lo scatolone... era pieno di fogli con annotati omicidi, frasi maniacali, disegni... ma ci fu una cosa che attirò la sua attenzione più delle altre... una lettera destinata a lui. Liu ebbe un tuffo al cuore. Allora Jeff sapeva che era ancora vivo! La lettera diceva:


Liu sono malato e un sacco di persone mi danno la caccia... compirai le mie ultime volontà.



Liu non capiva. Tutto qui quello che aveva da dirgli suo fratello? Era proprio malato pensò. Verso sera andò in bagno e guardandosi allo specchio per una frazione di secondo vide Jeff. Iniziò a fargli male la testa e una fase rimbombava nella sua mente:


"Uccidi, Liu e riposerò in pace. Uccidi, Liu e riposerò in pace."



Scosse la testa cercando di mandare via quell'ossessionata frase, ma rimase tutta la notte all'interno del suo cervello.


Ma la voce di Jeff lo svegliò durante il sonno:


"Lo so che ti piace vedere scorrere il sangue Liu, lo so che non puoi farne a meno, volevi ucciderlo oggi Javier non è vero? Ma ti sei trattenuto per non cadere nei guai... ma io lo so che non sei un bravo ragazzo Liu."


"Vattene Jeff."


"Se mi vuoi davvero bene uccidi, Liu."



Liu si svegliò con una brutta espressione sul viso. La sua bocca emise una risata selvaggia e un ghigno gli si dipinse sul volto. Si mise un felpa grigia, prese un coltello e uscì fuori dalla finestra. Andò a casa di Javier e tappandogli la bocca con un fazzoletto lo prese violentemente per i capelli e lo trascinò fino al parco del quartiere. Lo immobilizzò con delle corde ad un palo e poi tolse il bavaglio al ragazzo.


"Liu ma che cazzo stai facendo?!"


"Ti ricordi di quando mi prendevi in giro? Hehehe... vediamo chi ride ora Javier."


Piantò il coltello 3 volte nel petto del ragazzo mentre costui urlava e piangeva in preda al panico e al dolore. Poi Liu prese una motosega che apparteneva al vicino di casa e fece a pezzi il corpo di Javier. Due giorni dopo furono ritrovati in fondo al laghetto vicino da due pescatori. Liu invece si era chiuso in casa mentre impazziva... Sua zia nel frattempo era morta d'infarto nel vedere Liu tornare a casa imbrattato di sangue. Un giorno il prete della parrocchia bussò per benedire la casa ma Liu si fermò sulla porta impedendogli di passare.


"Dica padre, lei cosa pensa del genere umano? Io penso che noi siamo nati solo per essere usati, come bestiame, e in ognuno di noi e stato piantato il seme del male. C'è però chi lo fa germogliare e chi lo brucia... Beh io sono uno della prima categoria... chi vuole seguire la strada di Dio secondo me se la deve tracciare con un coltello proprio come me!"


Il parroco fuggì impaurito mentre Liu rientrava soddisfatto. Una strana voglia gli premeva in petto... Aveva voglia di uccidere ancora... Ma non una persona in particolare... proprio la sua amata Katherine. Andò a casa sua e le urlò da sotto il balcone:


"Katherine, vieni giù cagna!"



Katherine sentendosi ferita nell'orgoglio scese giù digrignando i denti ma Liu le saltò addosso e la pugnalò ferocemente all'addome urlando:


"Tu puttana! Mi hai sempre rifiutato e questo è ciò che ti meriti hahahah!"


Dopodiché se ne andò lasciando una scritta tracciata col coltello sulla fronte della ragazza:



LA TUA VOLONTÀ È COMPIUTA.

Mpf.jpg



Racconto appartenente a Creepypasta Italia Wiki

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