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"Si dice che i cani siano i migliori amici dell'uomo. Non è vero! I cani sono schiavi dell'uomo. Questo è il mio caso. Dopo vari abbandoni e persone che mi hanno adottato per l'ennesima volta, mi ritrovai in un canile. Arrivò un ragazzo normale, unico segno della sua pazzia un sorriso diabolico. Da subito incominciai a temerlo. Mi portò in una casa spartana con pochi arredamenti. Il fulcro della bizzarria era il laboratorio dell'uomo: pieno di speciali sostanze con un grande computer al centro. La pareti odoravano di disinfettante e i liquidi erano pungenti ed alacri. Lui mi parlò con voce maliosa, un tono basso e carezzevole. Il suo sorriso era più espanso del solito. Strano, visto che il suo sorriso andava da una parte all'altra della bocca! Non ho capito niente delle sue parole, so solo che il mio istinto diffidava molto. Dopo mi addormentai sul colpo.

Mi risvegliai con un dolore molto forte alla testa. Sentivo di avere i denti di una forma molto strana. Mi vidi in uno specchio e con stupore capii che la mia pelle era stata squartata. Gli unici peli erano lunghi e presenti solo sul mio capo: santa crocchetta, capelli! Il dolore era molto forte e non riuscivo a sopportarlo. Che diamine! Non riuscivo a muovere un solo muscolo dal male. L'uomo mi prese con forza e stringendomi, mi mise seduto. Poi vidi la luce accecante di una macchina fotografica, e dopo niente, il nulla... Tutto nero e buio, niente odori di disinfettante o voce di uomini. No freddo, no caldo, no dolore... Solo rabbia di aver lasciato una vita ingiusta, di aver sentito troppe poche volte il calore del sole, troppo poco odore di salsicce affumicate, troppe poche corse nell'erba, troppi pochi cieli stellati...

Pian piano incominciai a percepire la vita intorno a me. Avevo la percezione e il sentire delle emozioni, dei pensieri, di ciò che annusava e ascoltava ogni essere senziente dell'universo intero. Ad un tratto vidi il mio viso attraverso la vista di un uomo. Grazie alle conoscenze di quell'uomo imparai il funzionamento del mondo umano. Capii che il mio assassino era un pazzo criminale che voleva creare un cane umanoide. Io ero solo un suo esperimento uscito male. Lo capii perché quel pazzo scriveva delle e-mail a sconosciuti in cui si vantava di avanzare in incredibili scoperte per l'intera umanità. Ti prego, diffondi le mie parole affinché altri cani si salvino dalle angherie di quel pazzo."

Racconto appartenente a: EFP

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