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tutto iniziò quando Josh aveva tredici anni.

I suoi genitori si erano separati prima che lui nascesse, E il bambino non aveva mai conosciuto suo padre.

Fino a quel giorno.

Josh e sua madre erano andati a fare la spesa, Jenny, sua madre, era vecchia; quindi aveva chiesto al ragazzo di accompagnarla.

fatta la spesa i due si diressero verso la macchina, per tornare a casa.

le luci si spensero, caos generale.

si sentì un urlo acuto, e subito dopo tornò la luce. Josh si guardò in torno, sua madre era sparita.

-m...mamma...- disse con un filo di voce, per poi iniziare ad urlare. -MAMMA! DOVE SEI?!-

iniziò a girare per il supermercato, disperato. finchè non fermò qualcuno a cui chiese di chiamare la polizia.

apparentemente sua madre era sparita nel nulla, avviate le ricerche Josh fu costretto a trasferirsi da suo padre.

il giorno del rasferimento era vicino, e Josh era emozionato di inontrare suo padre.

bussarono alla porta, era Adam (il padre dal ragazzo).

-hey campione!- disse. era un uomo di mezza età con parecchi capelli bianchi, occhiaie sotto agli occhi verdi come il mare. ecco da chi, Josh, aveva preso il colore degli occhi. lui era un ragazzino dai capelli biondi e occhi verdi, era abbastanza magro ma molto agile e il suo sorriso poteva far sciogliere chiunque. aveva dita lunghe, da pianista, diceva sempre sua madre ed era parecchio alto con dele spalle abbastanza larghe.

-ciao...- rispose, era molto timido e riservato.

-bene, andiamo ragazzo-

raggiunsero una baita su un lago, piuttosto trasandata.

-benvenuto a casa, Josh-

l'espressione del ragazzo era disgustata, c'era un odore terribile, di pesce marcio. entrò di malavoglia, l'interno era nauseante. c'era un tavolo con una gamba rotta e un paio di sgabelli trasandati. la cucina era orribile, tracce di cibo contornavano il piano cottura e il pavimento. Adam accompagnò Josh nella sua stanza. e per poco il ragazzo non vomitò. il pavimento era cosparso di bottiglie di vino e birra vuote, infatti nell'aria aleggiava l'odore di alcool.

-notte- l'uomo chiuse la porta, e il ragazzo fu costretto a dormire in quella discarica.

le settimane passavano lentamente e Josh si chiudeva sempre di più in se stesso, tenendo tutta la sua rabbia e la sua tristezza dentro. Il padre andava a pescare ogni mattina, insegnando il suo mestiere da pescatore anche a lui. l'unica regola che c'era in questa casa era quella di non andare nel seminterrato, cosa che faceva il padre ogni pomeriggio appena tornato dalla pesca.

finchè non arrivò il cinque aprile.

Adam stava uscendo come al suo solito, e Josh aveva chiesto di stare a casa per fare i compiti.

-va bene ragazzo, ma ricorda, non entrare nel seminterrato. ci siamo intesi?-

-certo padre...- il comportamento del ragazzo era sovrappensiero quel giorno. il padre uscì e per un'ora tutto filò liscio, finchè la curiosità del ragazzo non prese il sopravvento.

si, Josh andò nel seminterrato, non l'avesse mai fatto... la scena che vide fu orribile. su una sedia al centro della stanza c'era una donna legata alla spalliera per i polsi, aveva il volto sfregiato, perciò non si poteva riconoscere. aveva addosso solo l'intimo e il suo corpo era ricoperto di tagli, alcuni leggeri e in altri si potevano intravedere le ossa.

-n...no, lasciami stare...- la voce della donna era supplicante.

Josh avrebbe riconosciuto quella voce tra mille. -MAMMA!-

la donna alzò lo sguardo -J...Josh- e sorrise -Josh fammi un favore...- il ragazzo guardò la madre con le lacrime agli occhi -dimmi mamma- e si avvicinò. -uccidimi... non ce la faccio più... ti prego...- Josh sgranò gli occhi. -mamma...non pos...- la donna lo fermò -se mi vuoi bene... fallo.- e le indicò con la testa una pistola. -io... va bene mamma...- e le sparò. alcune lacrime ribelli scesero sulle sue guancie, per poi far strada ad altre... e altre ancora... scoppiò a piangere. dopo un po' realizzò una cosa... suo padre. era stato suo padre a fare tutto questo a lei... quel mostro...

Josh si nascose dietro uno scaffale, per attendere quel diavolo.

dopo cinque minuti il padre aprì la porta dello scantinato. -tesoroooo, sono tornato.-

si sentì una risata sadica, e l'uomo si guardò in torno.

-padre.- la voce fredda di Josh faceva accapponare la pelle, aveva in mano un trapano.

-J....Josh, CHE CI FAI QUI?!-

-sono io a fare le domande.- e si avventò contro di lui. con un colpo al collo lo fece svenire.

quando Adam si svegliò era incatenato al soffitto per i polsi.

-Josh, basta scherzare....- stava tremando, il ragazzo intanto stava abbracciando e accarezzando delicatamente il corpo della madre morta.

-ti sembra un gioco questo?- si alzò, sempre tenendo in mano il trapano, mentre aveva legata alla spalla un filo trasparente da pesca -mamma era un gioco?- e si avvicinò pericolosamente all'uomo.

-e...ero sconvolto per la nostra separazione..-

-E QUESTA È UNA BUONA MOTIVAZIONE PER TORTURARLA?!- e allacciò il filo trasparente al collo dell'uomo. salì su una scala e iniziò a svitare i ganci che tenevano il padre attaccato al soffitto. -è ora di pescare.- e fece penzolare il padre, tagliandogli di netto la testa.

con il sangue si dipinse alcune lacrime rosse sul viso, mentre prese una giacca viola dall'armadio del padre. da allora Josh, anche chiamato Josh the fisherman (Josh il pescatore) si mette in posti alti facendo un cappio alla corda trasparente e farlo penzolare per "pescare" la vita delle sue vittime.