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Salve a tutti, mi chiamo Sibiana, e posto questa esperienza traumatizzante della mia vita, per farvi capire quanto siano importanti: I genitori, la vostra casa e le persone a cui volete bene. Vi lascio alla storia.

2 settimane fa, me ne stavo tornando a casa, dopo una festa a casa di una mia amica. In realtà, ci ero andata scappando di casa, dalla finestra della mia camera. Dovevano essere le: 23:30/00:00, e per non arrivare ancora più tardi a casa mia, decisi di prendere una scorciatoia. Un vicolo molto piccolo e sporco, nel quale non ci entra nessuno neanche di giorno. Mentre camminavo, pestai qualcosa, e chinando il capo, notai un cilindro metallico. Lo sollevai e ne uscì da un buco nel terreno, una specie di barattolo con la parte superiore, piena i buchi, dai quai uscì un gas che mi fece addormentare.

..........

Mi risvegliai alle prime luci dell'alba in una stanza molto grande.

Ero sdraiata su un tavolo di ferro, ed avevo caviglie e polsi legati da delle cinghie di cuoio. Davanti a me, c'era una parete di metallo, completamente vuota, con 2 porte dello stesso materiale, però con più rivestimenti.

Da quando ero arrivata in quel posto, non sentivo altro che ticchettii.

Pensai fra la paura e l'agitazione che fosse frutto della mia mente, ma guardandomi intorno, notai che le pareti erano tempestate di orologi.

Non si riusciva a vedere nemmeno un centimetro di muro. Mi dimenai, sia per un disperato tentativo di liberarmi, ma anche per controllare se nelle mie tasche, c'erano ancora il cellulare e il caricabatterie.

E come prevedibile, nessuno dei due era presente nelle mie tasche.

Però, volgendo lo sguardo verso destra, notai che il mio cellulare era appoggiato dentro un poggia-oggetti, con la parte posteriore appoggiata contro quest'ultimo, che lo sorreggeva puntando lo schermo verso di me, con attivato l'orologio analogico, invece del caricatore nessuna traccia.

Ero molto confusa, non sapevo nè dov'ero, nè cosa mi fosse accaduto. Quando, tirando i polsi in fuori, in un altro tentativo di fuga riuscii a liberarmi, realizzai che le cinghie non erano strette.

Mi tirai su, sedendomi sul tavolo. Per un secondo, mi puzzò di trappola, però in quell'istante pensavo solo alla vita, quindi mi tirai fuori le caviglie, e mi ressi in piedi prendendo il mio cellulare e spegnendolo per risparmiare quel poco di batteria che gli rimaneva.

Mi toccai il petto, per assicurarmi di non essere stata tagliata, e per mia fortuna non fu così. Però, ci trovai un post-it, con su scritto: "Il tuo tempo è scaduto". Avevo già sentito parlare in una storia, di una ragazza che si comportava così mi sembra che si chiamasse... Clockwork.

Però l'ho sempre presa come una storiella inventata, non mi ero mai resa conto che fosse vera! Quindi senza trattenermi ancora lì dentro, corsi verso le porte e uscii. Appena fuori, mi ritrovai davanti un corridoio, con le pareti ricoperte di orologi, come nella stanza precedente. Senza pensarci su, incominciai immediatamente a correre lungo il corridoio, non mi importava dove stavo andando, bastava solo che trovassi l'uscita dal quel luogo infernale.

Dopo un po' di tempo passato a correre in quel corridoio, cominciavo a sentirmi... drogata da quel ticchettio. Ma proprio quando stavo per cadere, per colpa del forte giramento di testa, ecco che la vidi. Clockwork, era seduta su una sedia in fondo al corridoio, con in mano un coltello sporco di sangue incrostato, mentre mi rivolgeva un sorriso maligno. "Finalmente ti sei svegliata!" Mi disse "Lo sai quanto ho aspettato? Comunque ne è valsa la pena, sei pronta a iniziare?" Quindi, la killer si alzò dalla sedia, brandendo il suo coltello insanguinato, e io iniziai a correre. Correvo percorrendo il corridoio al contrario, quando per un gesto istintivo mi gettai verso destra. Si aprì improvvisamente una porta, e io fui catapultata in un'altra stanza. Quello che mi si presentò davanti fu scioccante: Una miriade di cadaveri sparsi al suolo, con la schiena appoggiata al muro, come se fossero seduti. I loro organi e i loro occhi erano stati rimossi, e al loro posto erano stati inseriti degli orologi. Sulle pareti, erano attaccati dei cuori, dove era stato fatto un buco,che rivelava degli orologi al loro interno. Per poco non mi venne da vomitare. Guardai il corridoio, e vedendo che Clockwork si stava avvicinando, ricominciai a correre. Correvo nauseata in quella stanza, sia dalle immagini che dalla tremenda puzza di sangue, cadaveri e organi che entrava nelle mie narici.

Quando a un tratto, scivolai su qualche organo e caddi, sbattendo la testa e svenendo.

Credevo di non riaprire mai più gli occhi, invece li riaprii, ed ero seduta su una sedia, nuovamente in fondo al corridoio. Avevo un coltello nella mano sinistra, ed ero legata a polsi e caviglie con le cinghie ben strette stavolta. Quindi usai il coltello per tagliare le cinghie, e appena mi fui alzata, mi immaginai quali torture mi sarebbero spettate stavolta. A interrompere i miei pensieri fu Clockwork, che comparve dal corridoio ridendo e con il suo coltello in mano. Ci ritrovammo nuovamente faccia a faccia. Io non dicevo nulla, traumatizzata, ma a rompere il silenzio fu lei, dicendo: "Ti sfido a duello, e se mi ucciderai, potrai prendere dalla mia tasca la mappa di questo luogo ed uscire. Mentre se vinco io, il tuo cuore sarà il mio nuovo orologio da muro." Accettai, sapendo di non avere altre speranze, se non correre via trovando a cazzo l'uscita, ma non sarebbe servito, in quanto avrebbe scoperto la mia abitazione e mi avrebbe uccisa da un momento all'altro. Quindi, puntai il mio coltello verso la killer e corsi in avanti, Clockwork non si muoveva, mi guardava semplicemente con un sorriso annoiato. Appena io fui ad un passo da lei, la killer colpì il mio coltello, e me lo fece scivolare di mano. Quindi, aspettavo che da un momento all'altro mi sarebbe arrivata una coltellata allo stomaco, ma Clockwork disse: "Dai, ti do una chance, prendilo e torna a combattere". Quindi io sempre stando vigile, raccolsi il coltello da terra e mi gettai di nuovo sulla killer, sferrando un colpo col taglio della lama, ma lei lo evitò di nuovo, e per tutta risposta, cercò di colpirmi con la punta, sferrando un colpo con tutta la sua forza. Ma io mi abbassai, e la spinsi contro il muro. Si aprì una porta, ed entrammo nella stanza del gas, in quanto c'era un'enorme cisterna posta al centro. Con l'impatto contro il terreno, a Clockwork volò via il coltello, che bucò la cisterna del gas. Dopo circa 2 minuti, che io passai a nascondermi, la cisterna scoppiò. Ero intontita, e mi ritrovai senza 2 dita, uno l'indice destro, l'altro il medio sinistro, tappai l'emorragie con degli elastici e codini che strinsi forte intorno all'emorragie. Nella stanza, avvolta per metà dalle fiamme, non trovai Clockwork, quindi uscii nel corridoio e la ritrovai a fissare i suoi orologi divorati dalle fiamme. Si girò e mi guardò con sguardo infuriato: "Tu! Tu hai distrutto i miei orologi! Me la pagherai cara lurida cagna!". Quindi si avvicinava a passo lento ed infuriato verso di me. Però fortunatamente, Dio decise che non dovevo morire in quel posto, e non quella notte. Quindi Clockwork, pestò un punto del pavimento e cadde. Un cavo elettrico, si attaccò al suo collo, e quindi la killer morì impiccata. Intanto io, pregai che il cavo non si spezzasse, quindi mi attaccai ad esso e infilai la mano nella tasca, oltre ad una miriade di orologi, ci trovai la mappa. Quindi mi ri arrampicai, e scappai nelle vie che segnava la mappa come una pazza. Quando ad un tratto trovai le porte d'uscita. Le aprii ed uscii.

Non guardai l'edificio pensai solo a scappare. Ora sono in punizione nella mia camera, con finestra e porta chiuse a chiave, con solo quella più alta dove io non ci arriverei mai neanche salendo su una sedia aperta a metà. Anche se sono passate 2 settimane, non dimenticherò mai quest'esperienza orribile.

Personaggio inventato da: (Non appartiene a Wikia)

Storia inventata da: Terroreesistente35

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